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CORDE 18.10.2017

Incordatura ibrida:
la combinazione ideale

L’incordatura ibrida è ancora poco diffusa mentre rappresenta una vera soluzione per ottimizzare il piacere e la performance di gioco. Spiegazioni.

L’incordatura, il DNA di Babolat. È proprio con l’incordatura che la marca ha costruito dal 1875 la sua storia e la sua notorietà. Oggi le competenze e la grande esperienza acquisite su questo prodotto fanno di Babolat l’incontestato leader mondiale del settore. Nel tempo Babolat ha saputo anticipare gli sviluppi tecnici e tattici. Con telai sempre più efficienti i giocatori, spesso più potenti rispetto al passato, hanno cercato di trovare delle soluzioni per controllare la potenza del colpo, cercando però di conservare le sensazioni sia nel gioco di attacco che di contrattacco. L’incordatura che può soddisfare le due esigenze è senz’altro quella ibrida, come spiega Lucien Noguès, esperto di incordature di Babolat: «L’incordatura rappresenta il 50% del rendimento, è il motore. Meglio è regolato il motore, più l’abbinamento con il telaio risulta efficace. L’ibrido quindi è la vera soluzione per trovare gli equilibri migliori. Garantisce sensazioni uniche, spesso accolte con entusiasmo ad alto livello». I numeri confermano questa analisi perché il 45% dei giocatori della top 20 ed il 65% delle giocatrici hanno già scelto questa «formula magica»: «Magica forse no, ma è evidente che l’ibrido offre molteplici combinazioni. Si possono associare diversi tipi di corde (multifilamento, monofilamento poliestere, budello). Inoltre, cosa non trascurabile, comporta necessariamente il montaggio a quattro nodi che tiene meglio la tensione. Secondo il tipo di gioco si possono poi fare regolazioni più precise giocando sul calibro, le tensioni e le corde orizzontali e verticali. Quando si è trovata la combinazione giusta si ha la certezza che la coppia telaio/incordatura è al massimo… Tutto questo ha come ovvio risultato il comfort di gioco e soprattutto toglie ogni dubbio sul rendimento della propria attrezzatura».

«L’incordatura è il motore della racchetta»

Il numero 1 francese  Jo-Wilfried Tsonga ha scelto la potenza con VS Team per le corde verticali e il RPM Team per quelle orizzontali.  Dominic Thiem invece è passato da poco dalle RPM Blast all’ibrido: «L’abbiamo convinto spiegandogli che il budello gli avrebbe portato un reale comfort, un fattore importante soprattutto quando si gioca molto sul campo e ci si impone un calendario sostenuto per essere performanti» spiega Jean-Christophe Verborg. Così dopo il successo delle prove Dominic Thiem ha adottato l’ibrido.  Oggi, se glielo chiedi, non ha più dubbi: «La scelta dell’ibrido è stata un’ottima decisione. Non tornerei mai ad un’incordatura “classica”. L’ibrido mi permette di giocare di potenza ma anche di sentire perfettamente la palla» afferma il numero 7 mondiale.

Eppure il grande salto verso l’ibrido non è ancora diventato la regola, nonostante costituisca spesso la soluzione di numerosi problemi di gioco: «L’ibrido è adatto a tutti gli stili di gioco. È il modo migliore di individuare con precisione l’incordatura più adatta e più mirata per ottimizzare il proprio gioco. È da molto tempo che Babolat insiste su questo aspetto, anche perché è l’unica marca che propone un budello di qualità ineguagliata. Un know-how che Babolat perfeziona da più di 140 anni mettendo questa tecnologia a disposizione dei migliori giocatori di tutto il mondo. » commenta François-Xavier Quesse, Responsabile Prodotto Globale.

«L’ibrido è la scelta della performance per tutti gli stili di gioco»

Per sensibilizzare i negozianti specializzati a consigliare questo metodo, Babolat offre combinazioni ibride in package. «L’ibrido è stato reso popolare dall’americano André Agassi negli anni ‘90. Non sorprende, visto il suo gioco fatto essenzialmente di potenza. Poi l’ibrido si è aperto a tutti, in particolare con l’abbinamento di budello e poliestere che resta la combinazione più utilizzata». È chiaro che la scelta dell’ibrido coinvolge maggiormente il giocatore, che deve esprimere meglio le sue aspettative ed il suo stile di gioco, ma anche l’incordatore, il cui ruolo di preparatore, come il meccanico della Formula 1, diventa ancora più importante: «L’ibrido è una scelta più collaborativa. Il dialogo con l’incordatore deve essere più preciso, ed è in questa fase che entra in gioco il ruolo dell’esperto in negozio, sia per la scelta del materiale e dei calibri che ovviamente della tensione» commenta ancora François-Xavier Quesse.

«Il budello rimane un’incordatura che offre sensazioni senza pari»

L’ultimo vantaggio, e non certo il minore, dell’ibrido è che permette di sperimentare e vivere la sensazione impareggiabile offerta dal budello, l’incordatura più efficace, potente e piacevole della storia del tennis. «Babolat è il produttore storico di questo tipo di corde, quello che ha accompagnato lo sviluppo del tennis. Abbiamo un know-how ineguagliato. E per di più Made in France». Made in France che si esporta in tutto il pianeta con successi in tutti i tornei del mondo. «Non possiamo fare comunicazione su questo, ma ci sono molti grandi giocatori della Top 10 che utilizzano la nostra VS e anche se non possiamo pubblicizzarlo, per noi è un fattore d’orgoglio». Bisogna anche dire però che se un giocatore della Top 10 oggi giocasse solo con il budello, avrebbe certamente molte sensazioni ma l’elasticità di questo tipo di corde non gli consentirebbe di avere un controllo preciso. La palla uscirebbe troppo velocemente dalla racchetta. «L’ibrido permette di sommare le qualità dei due tipi di corde. Mi piace dire che è come se i due tipi di corde parlassero, dialogassero. Alla fine si riesce a trovare l’equilibrio perfetto».

Indipendentemente dal proprio livello quindi l’ibrido è un’esperienza da provare: «Non sarà adatto a tutti ma per saperlo bisogna almeno provarlo» conclude François-Xavier Quesse. L’ultimo ad avere fatto il passo nel team Babolat è Felix Augier Alliassime. Giocatore canadese di 17 anni, grande speranza del tennis, finalista al Roland Garros Junior, vincitore dell’US Open junior, oggi 153° nella classifica mondiale, Felix è la più giovane speranza ad avere vinto una partita in challenger: «Felix monta delle VS Touch in verticale e delle RPM Team in orizzontale. Una scelta voluta dal suo allenatore che voleva dargli dinamicità ma anche portarlo a giocare un po’ più sulle sensazioni ed il tocco di palla che sulla sola potenza. Lo scopo è renderlo più agguerrito per il grande circuito in cui gli stili di gioco sono molto più variati rispetto a quelli dei giovani. L’incordatura ibrida gli ha permesso così di far crescere più rapidamente il suo gioco». Ecco un altro buon esempio dell’opportunità di massimizzare l’efficacia dell’abbinamento incordatura/racchetta, anche se è legato necessariamente ai piani di gioco e di carriera così come all’evoluzione fisica del giocatore. L’ibrido non è insomma la soluzione miracolosa, ma resta il modo migliore di provare a trovare il compromesso giusto ed il massimo rendimento, soprattutto se si vuole controllare la potenza mantenendo le sensazioni di gioco.

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